Tutti la conoscono come “la radio a impatto zero”: è LifeGate, l’emittente italiana che ormai da anni è diventata simbolo dell’economia “verde”, protagonista di numerose battaglie per la tutela dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, la qualità della vita. Ma cosa significa esattamente l’affascinante slogan della stazione radiofonica comasca?
Impatto Zero è il nome di un progetto lanciato da LifeGate nel 2002, la prima iniziativa italiana mirata all’applicazione degli accordi sanciti dal Protocollo di Kyoto (che entrò in vigore soltanto 3 anni dopo). L’obiettivo del progetto è ridurre le emissioni di anidride carbonica e compensare quelle esistenti attraverso la creazione di nuove foreste. Un concetto affascinante, che a prima vista può sembrare piuttosto vago: in realtà non è così, perché Impatto Zero è in grado di calcolare, attraverso precisi modelli matematici elaborati dagli esperti di Life Cycle Assessment (una versione base è disponibile anche sul sito www.lifegate.it), le emissioni medie di gas “climalteranti” generate da una persona, da un’attività, da un prodotto o da un’azienda, e di fornire a chi lo utilizza i consigli più adatti per ridurre la quantità di CO2 immessa nell’atmosfera. Solo in una seconda fase subentra il processo di compensazione, che prevede la creazione e la tutela di nuove foreste in grado di riassorbire una quantità di anidride carbonica pari a quella emessa dall’azienda o dalla persona che aderisce al progetto. Impatto Zero si occupa anche della riqualificazione e della tutela di aree verdi già esistenti, monitorando lo stato di salute delle piante, vigilando le foreste e procedendo al rimboschimento, sempre allo scopo di preservare l’equilibrio naturale e garantire il riassorbimento della CO2.
Il successo dell’iniziativa è stato notevole: in 9 anni oltre 600 realtà hanno aderito al progetto (tra cui naturalmente la stessa LifeGate), e i prodotti con il marchio Impatto Zero sono più di 300 milioni.
L’intera filiera di Impatto Zero è certificata da Bios, ente riconosciuto dall’Unione Europea. L’estensione delle foreste riqualificate e tutelate nel quadro del progetto in Italia (Parco del Ticino), Costarica e Madagascar supera i 20 milioni di metri quadrati.
Il vero obiettivo del progetto è naturalmente, più che la creazione di nuove foreste, la sensibilizzazione dei consumatori e delle aziende sul problema del consumo sostenibile e la conseguente riduzione delle emissioni inquinanti, attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, l’introduzione di materie prime ecologiche o anche un vero e proprio re-design dei prodotti in questione.










